Lettera aperta ai membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani

Compagni e membri del Comitato nazionale,

abbiamo seguito con interesse -per quello che ci è stato potuto- le vicende degli ultimi mesi riguardanti +Europa. Non tanto perché il dibattito sia particolarmente avvincente, quanto per l’attenzione che +Europa ha mosso in noi, come in molti altri.

In vero, ci sembra che la discussione intorno a +Europa si sia fatta sempre più arida, meno politica e dialogica, e più burocratica. Sappiamo bene che le regole sono parte integrante dell’operato politico, ma, questo, se contengono e delineano una visione non se sono costruite per lucrare rendite di posizione.
La separazione “noi/voi” ha sancito quasi subito una rottura dolorosa, e non appassionante: diamo atto alla nostra dirigenza che, nel corso dei mesi, ha modificato le sue posizioni, anche profondamente: ma -da quello che ci è sembrato- senza convinzione, senza slancio, quasi per dovere di interlocuzione; questo ha dettato la frustrazione attuale.

Noi crediamo che +Europa sia uno strumento che non possiamo sottrarre alla politica italiana ed europea. Senza -davvero- nessuna retorica, essere riusciti a mettere i piedi nel piatto, con lungimiranza e visione, con forza, impegno e militanza, ci pone (o meglio, e tristemente: ci poneva) in una condizione di favore rispetto ad ogni altra forza federalista “dell’ultim’ora”.

Per cercare di evitare di sciupare davvero tutto, con alcuni compagni abbiamo dato vita ad una associazione carbonara, biodegradabile, “inufficiale”: il “Club Siamo +Europa” (https://www.clubsiamopiueuropa.it/). Una associazione di scopo: prima ancora che i club siano stati istituzionalizzati, noi raccogliamo adesioni intorno a quel progetto. E’ chiaramente una provocazione politica, uno strumento di dialogo, e un modo per rappresentare la speranza, anche e sopratutto verso chi ha responsabilità di decidere, per un soggetto che ci sembrò una novità entusiasmante. Siamo a 35 aderenti in meno di due settimane.

In questo senso, quello che +Europa non può più permettersi è questa continua desertificazione politica, questo silenzio inerte e mortifero, anche, o forse sopratutto, per questo correre furioso di una partitocrazia sempre più putrida, più contagiosa, sempre più antidemocratica almeno nei proclami.

A noi sembra che ci sia un solo modo per rinascere e cercare di rinvigorire un arboscello già stremato: lasciare che cresca da sé. Che cresca con le forze degli iscritti e dei club, e con la presenza minima delle forze politiche che lo compongono. Che sia strumento popolare e democratico vero. Per fare questo, s’è detto, dobbiamo giungere ad un congresso costituente. E, durante la traversata da qui al congresso (perché è questo di cui si parla: di 6 mesi di transizione), abbiamo bisogno di un coordinatore. O di più coordinatori. Che è poi -senza infingimenti, come bene dice la dirigenza di RI- una segreteria politica.

Ma per arrivare fin lì -al congresso costituente- abbiamo bisogno che +Europa viva, e viva anche dopo il 30 Giugno. Per questo chiediamo a voi membri del Comitato, che, se ricatto c’è da parte delle altre componenti di +Europa, vi preghiamo di cedere al ricattoVi preghiamo di scommettere il possibile contro il certo. Vi chiediamo di più: di accettare di essere minoranza in una forza politica in cui abbiamo speso tantissimo: probabilmente tutto. E di cui probabilmente siamo stati i maggiori fautori, anche nell’elaborazione teorica.

Vi preghiamo di credere nella forza delle idee radicali, che hanno sempre avuto la capacità di crescere e di diventare “maggioranza nel paese”: date loro la possibilità di divenire maggioranza anche in +Europa.
Non è ovviamente una certezza, ma riguarda tutta la storia radicale imporre, con il dialogo, le proprie idee, di fecondare terreni aridi, di farle maturare. Di renderle diritto.
Non vediamo quindi come essere minoranza in +Europa possa essere ritenuta una questione problematica, sopratutto fra compagni di viaggio -che già ci siamo scelti per l’esperienza elettorale- che massimamente consideriamo vicini, e in uno strumento che noi stessi abbiamo contribuito a fondare.

Abbiamo reputato le proposte intorno al coordinatore (uno o tre, con vice o senza) tutte accettabili e legittime. Perché non ci sembra che sia quello il punto. Il punto è compiere un gesto di generosità, di ricordare che “fare fiducia” non è solo un atto privato, ma un atto pienamente politico: che i designati alla scelta del coordinatore sappiano farlo al meglio; che chi si assume la responsabilità di tale ruolo sappia interpretarlo in modo pienamente politico e comunque nella consapevolezza di essere un traghettatore, ancorato ad una leadership riconosciuta come quella di Emma Bonino, alla propria storia liberale, e al dialogo con i propri compagni.

Sì: non c’è nessuna certezza che questa operazione riesca; né che, sopratutto, sia adeguata ai tempi. Ma a noi sembra che sia una chance che non ci possiamo permettere di perdere.

Con sincera gratitudine per la strada percorsa fin qui.

Roberto Marzialetti – iscritto a Radicali Italiani
Enzo Gravina – segretario di Radicali Marche
Mattia Morbidoni – tesoriere di Radicali Marche
Mauro Iacoponi – iscritto a Radicali Italiani e a Forza Europa
Paolo Forlì – iscritto a Radicali Italiani e Forza Europa, già candidato per la lista Bonino-Pannella
Antonio Pascali – iscritto a Radicali Italiani
Alessio Cinti – iscritto a Radicali Marche
Marco Zecchinelli – iscritto a Radicali Marche e al Movimento Federalista Europeo
Michele Governatori – membro di direzione di Radicali Italiani
Davide Sguazzardo – iscritto a Radicali italiani e al Movimento Federalista Europeo, IM Alde Party

Lettera aperta ai membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani
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3 thoughts on “Lettera aperta ai membri del Comitato nazionale di Radicali Italiani

  • 21 giugno 2018 at 8:52
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    Carissimi compagni, aggiungete per favore il mio nome in calce, perché condivido la lettera (anche se non condivido il termine “ricatto”: le negoziazioni sono negoziazioni: per vincerle occorre essere uniti e tattici, e RI ha fin dall’inizio lasciato solo il suo Gianfranco Spadaccia, che è la cosa più sbagliata e tatticamente stupida che potessimo fare. Ammesso che l’obiettivo dei vertici, come spero, non fosse far naufragare +E).

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  • 21 giugno 2018 at 14:13
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    sicuramente tutti devono tener conto assolutamente del gravissimo pericolo che dei cosiddetti “dirigenti” di rrii, cd, f.e, cosí improvvisamente, vergognosamente, incredibilmente e però estremamente inconsapevoli e estremamente incapaci di consapevolezza proprio nel momento di peggior crisi italiana (e non solo italiana) dalla 2a Guerra Mondiale!
    Tutti costoro devono essere esclusi da ogni decisione per almeno 1 anno (affinché recuperino la loro mancanza totale di consapevolezza nel margine di tempo di maturazione del bubbone che esploderà tragicamente sull’Europa). Si sono dimostrati estremamente pericolosi e infantili nel senso non buono del termine, immaturi forse senza speranza nell’arco di una vita. Se le rispettive componenti non provvedono a tale rimozione, significa che tale completa inadeguatezza e pericolosità suicida è profondamente penetrata anche nella maggioranza dei loro iscritti, e in tal caso le componenti dovrebbero autosciogliersi, e paradossalmente lo farebbero, se avessero la consapevolezza minima richiesta dalla situazione.
    Durante il precipitare della situazione italiana tutti i possibili leader di +Europa sono stati allontanati da questa misteriosa paralisi durata troppi mesi e mesi, sfociata in un improvviso e inspiegabile caos autodistruttivo ed estremamente, sfacciatamente menefreghista offerto dalle 3 componenti.
    il Club può e deve mettersi in grado di ottenere da solo più consensi di quanti ne abbiano ottenuti sommate le 3 componenti distruttive, trascinarle brutalmente, sorpassare il PD e guidare un amplissimo fronte di programma molto breve.
    Per poter raccogliere più forze (sia quantitativamente, sia qualitativamente) è URGENTISSIMO lanciare da subito l’IDEA FEDERALISTA, PERENTORIA, ORGOGLIOSA, CONTROCORRENTE, TRASCINANTE, SENZA PIÙ PAURA, FORTE E CHIARA di
    “STATI UNITI D’EUROPA SUBITO!” (pochi, maledetti e subito)
    e martellare con quella Ultima chance
    è il minimo di ciò che almeno noi dovremmo fare subito (e siamo in gravissimo ritardo da almeno 1 anno)!
    facciamolo almeno noi, altrimenti non lo farà nessuno,
    di conseguenza l’elettorato italiano, al 90% europeista (dato dell’unico referendum europeo fatto in Italia, che, malgrado i sondaggi in caduta non libera, forzata, rappresenta il nostro potenziale piú profondo), ma sempre piú sospinto verso l’eurofobia grazie alle nostre oscure timidezze, l’elettorato non avrà più dubbi a non votare alcuna delle forze apparentemente “democratiche”,
    il che significa che la disfatta non solo del federalismo, ma anche della democrazia, la disfatta sarà completa, e quindi non solo i leghisti faranno la guerra civile in Italia (e un po’ tutti continuano a spianargli la strada meravigliosamente, il suo timing elettorale del “bullets make ballots”, la sua escalation di istigazione alla violenza, per ora freddina e paracula finché non ci sono abbastanza morti sul suolo italiano), ma la pace in Europa anche occidentale non sarà più garantita, anzi.
    non c’è limite al peggio (non è una battuta, né pura teoria): è esperienza ripetutamente constatata negli ultimi anni: il peggiore Carl Schmitt (proprio quello troppo ripugnante, sanguinario e vincente fuori da ogni schema, per essere pensato possibile e sempre più probabile) è il secondo nome del sorridente e banale pseudorazionale M.Salvini, che un’ora prima che chiudano le urne elettorali, indosserà la mimetica.
    Ai beati signori Pangloss, ai vecchi e nuovi Guastatori ai Vertici delle 3 componenti questo noi del Club +Europa l’avevamo detto, ma ragionano come se vivessero nella Belle Epoque.
    il confine tra speranza e illusione è molto preciso, anche quando è nascosto dai cialtroni.
    Malgrado tutto, costruttivamente sottoscrivo anch’io e convintamente questa lettera aperta.

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  • 22 giugno 2018 at 7:48
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    Tutto condiviso. Io avrei aggiunto una critica alla dirigenza radicale per spronarla a non ripetere l’errore nel percorso verso il primo congresso di +Europa; come è stato possibile finire in minoranza (5 su 15 consiglieri) quando:
    – abbiamo la struttura più grande,
    – 2 su 4 fondatori (Magi e Spadaccia) più Emma per il nome sulla lista.
    – Inoltre abbiamo 3 eletti su 4 parlamentari e 2 su 2 consiglieri regionali.
    Come è stato possibile finire in minoranza?
    Com’è stato possibile portare 2 proposte di statuto fatte dai nostri saggi (pure Spadaccia lo è) per poi auto bocciarle entrambe?
    Ora dobbiamo si accettare quanto proposto per partire con +Europa, ma impegnarci ad essere incisivi per:
    – un periodo transitorio breve,
    – un coordinamento che si limiti all’organizzazione del congresso e delle iscrizioni, si limiti a presentare +Europa per quello che c’è scritto nel programma, lasciando ai parlamentari la comunicazione sulla stretta attualità politica
    – un nostro maggior impegno propositivo per arrivare ad una federazione appetibile agli individui e alle associazioni/partiti.

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